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25 ottobre 1927 · 25 ottobre 2027
Terceira Classe
25 ottobre 1927 · costa di Bahia

Il naufragio del Principessa Mafalda

Al largo degli Abrolhos, un transatlantico di diciannove anni, carico di emigranti, affondò in poche ore. Portava 1.259 persone. Trecentoquattordici non arrivarono.

Il Principessa Mafalda alle 18:15 del 25 ottobre 1927, fotografato dal ponte dell’Alhena, con le scialuppe già in mare.
Le 18:15, vista dall’Alhena. Diário da Manhã, Recife, 30.11.1927.
A bordo
1.259
Morti
314
L’asse si spezza
17:15
Dove
a nord-est degli Abrolhos
Scheda
Cantiere
Riva Trigoso, Liguria
Armatore
Lloyd Italiano, poi NGI
Varo
1908
Stazza lorda
9.210 tsl
Linea
Genova – Buenos Aires
Traversate
circa novanta
Un albergo sopra, una stiva sotto

Cinquantadue persone in prima classe. Ottocentoventisette in terza.

È la ripartizione dell’ultimo viaggio, secondo la lista di bordo che un giornale di Recife pubblicò due giorni dopo il naufragio. Sopra, saloni, scalone e cabine. Sotto, dormitori comuni.

Dei saloni della prima classe esistono fotografie. Della terza quasi nessuna: il piano di sopra è diventato immagine; quello di sotto è diventato testimonianza, e solo dopo il naufragio.

Una folla di emigranti sul ponte di un transatlantico, tra due grandi prese d’aria.
Emigranti sul ponte. Museu da Imigração do Estado de São Paulo / Arquivo Público do Estado de São Paulo.
11 – 25 ottobre 1927

Una nave vecchia, in un viaggio andato storto fin dall’inizio.

Schema di giornale con il tunnel dell’asse, il manicotto e l’elica laterale che si sfilò.
L’avaria che affondò la nave: il tunnel dell’asse, il manicotto e l’elica di sinistra che si sfilò. O Malho, Rio de Janeiro, 5 novembre 1927.

L’orgoglio del Lloyd Italiano nel 1908 era, nel 1927, una nave di diciannove anni, superata dai transatlantici nuovi, che faceva la linea Genova–Buenos Aires quasi solo con emigranti.

Partì da Genova l’11 ottobre in ritardo — una passeggera di terza classe ricordava ventisette ore, perché la nave era arrivata già con dei guasti. Fece scalo a Barcellona. Lo scalo africano abituale era Dakar, ma in città c’era il colera, e la nave andò a Mindelo, sull’isola di São Vicente, a Capo Verde.

Da lì, secondo le ricerche dello storico Stefan Ineichen e i giornali del 1927, il comandante Simone Gulì telegrafò a Genova sullo stato della nave. La risposta fu l’ordine di proseguire. Il Mafalda lasciò São Vicente il 18 ottobre. Alla vigilia del naufragio i passeggeri sentivano già la nave inclinata.

Martedì 25 ottobre 1927

Ora per ora

Gli orari di questo naufragio non coincidono da una fonte all’altra. Nel 1927 ogni nave seguiva il proprio orologio, regolato sulla longitudine, e i telegrammi arrivavano in Europa con due ore in più. Gli orari qui sotto sono quelli delle fonti indicate; la fine della nave fu annotata tra le 20:45 e le 23:30.

  1. 15:50

    Il mercantile olandese Alhena incrocia il Principessa Mafalda e lo sorpassa. È la nave che, ore dopo, raccoglierà più persone di tutte.

    Rapporto del comandante dell’Alhena
  2. 17:15

    Davanti alla costa di Bahia, l’asse dell’elica di sinistra si spezza e si sfila. L’acqua entra da poppa.

    Ora usata nel libro; i telegrammi dicono 19:15, la stessa ora con il fuso europeo
  3. ≈ 17:30

    Prima richiesta di soccorso. Il marconista del Mafalda risponde all’Avelona che a poppa c’è una falla da cui entra un’enorme quantità d’acqua.

    Giornale di bordo del Formosa; Avelona, attraverso la stampa
  4. 18:15

    Dal ponte dell’Alhena qualcuno fotografa la nave. Due scialuppe sono già in mare.

    Diário da Manhã, 30.11.1927
  5. 18:19

    Il sole tramonta. Il crepuscolo finisce alle 18:41. Da quel momento tutto accade al buio.

    Calcolo astronomico per 17°45′ S, ora solare locale
  6. 19:00

    È lo stesso Mafalda ad avvisare via radio che a bordo l’elettricità non funziona più. Da allora comunica con gli apparecchi di emergenza.

    Radiotelegramma del Massilia, Diário da Manhã, 28.10.1927
  7. 20:00

    La nave comunica al francese Formosa di avere ancora cinquecento persone a bordo e nessuna scialuppa.

    Diario del comandante del Formosa, A Tribuna, 31.10.1927
  8. 20:45 – 23:30

    Il Principessa Mafalda affonda di poppa. Ogni nave che assisteva annotò un’ora diversa. Il comandante Simone Gulì rimase a bordo.

    Formosa, Avelona, Alhena e sopravvissuti
  9. Notte fonda

    Le navi di soccorso continuano a ripescare gente dall’acqua. Alcuni sopravvissuti restano a galla otto ore prima di essere trovati.

    Testimonianze di sopravvissuti
La nave alle 18:15, con due scialuppe già in mare.
18:15. Due scialuppe in mare, una terza che sta raggiungendo l’acqua.
La nave alle 18:30, inclinata, mentre comincia ad affondare di poppa.
18:30. La nave inclinata, che affonda di poppa. Tre scialuppe remano verso l’Alhena, da cui fu scattata la foto.

Fotografie scattate dal ponte dell’Alhena e pubblicate dal Diário da Manhã di Recife il 30 novembre 1927 come «inedite per il pubblico brasiliano». Hemeroteca Digital Brasileira.

17° S · 38° W

Dove affondò la nave

Non esiste una posizione unica. La richiesta di soccorso partì con una coordinata, il giornale di bordo della nave francese che la ricevette ne registrò un’altra, la stampa ne pubblicò una terza, e i rottami furono avvistati giorni dopo più a sud, vicino agli Abrolhos — il comandante aveva cercato di dirigersi verso terra. La mappa le mostra tutte, ciascuna con la sua fonte.

Posizioni della richiesta di soccorso Rottami avvistatiMappa di base: Esri
  1. 16°48′ S · 37°41′ W — Posizione della richiesta di soccorso, come la pubblicarono i telegrammi. Diário da Manhã, Recife, 27.10.1927
  2. 16°59′ S · 37°51′ W — Posizione della richiesta di soccorso nel giornale di bordo della nave francese Formosa. A Tribuna, Santos, 31.10.1927
  3. 17°35′ S · 37°49′ W — La posizione del Formosa, nella versione di O Malho. O Malho, Rio de Janeiro, 5.11.1927
  4. 17°45′ S · 38°11′ W — Dove la nave Saint Anthony avvistò i rottami, circa 60 km a nord-est degli Abrolhos. Diário da Manhã, Recife, 12.11.1927
Il peggio della notte

La scialuppa, che doveva salvare, per molti fu la via verso l’acqua.

La nave inclinata, con le scialuppe in acqua, fotografata dal ponte dell’Alhena.
Alle 18.15, vista dall’Alhena: le prime scialuppe già in acqua, accanto alla fiancata. La stessa foto del Diário da Manhã, Recife, 30.11.1927, in una copia più pulita.

Leggendo insieme le testimonianze dei sopravvissuti emerge uno schema: delle dodici scialuppe del Mafalda riconoscibili nei racconti, una sola arrivò in buone condizioni.

Le altre si rovesciarono per il troppo carico, furono calate storte, ebbero le funi spezzate o vennero abbandonate. Una sopravvissuta raccontò che la sua scialuppa precipitò quando era a trenta centimetri dall’acqua. Le zattere più vicine alla seconda classe, a poppa, erano bloccate da pesanti prese d’aria che nessuno riuscì a spostare.

Ci furono panico e violenza. Georges Grenade, passeggero di prima classe, scrisse alla moglie il giorno dopo che la mano di un uomo era rimasta incastrata tra la carrucola e la fune di una scialuppa, e che un marinaio gli aveva tagliato il polso con un coltello per liberare la fune. La stessa lettera riferisce che settecento emigranti si gettarono sulle scialuppe.

E ci fu chi tornò indietro. Un terzo macchinista che si era salvato tornò a prenderne altri due. La regola delle donne e dei bambini per primi esisteva — una bambina di terza classe ricordava il comandante che gridava le donne e i bambini —, ma non governò la notte. Governò alcune scialuppe, per alcuni minuti.

La notte in acqua

Le navi che si fermarono

La richiesta di soccorso fu ricevuta da almeno dieci navi. Quelle arrivate in tempo passarono la notte a raccogliere persone. L’Alhena si fermò a dodici metri dal Mafalda e tese una fune da poppa a prua; tre sopravvissuti raccontano, ognuno per conto suo, di essersi salvati aggrappandosi a quella fune. I bambini salivano sul ponte del mercantile dentro dei sacchi, tirati su dai marinai per le scale di corda.

I tempi in acqua raccontati dai sopravvissuti vanno da un’ora e mezza a otto ore. C’è chi passò la notte su un’asse insieme ad altri, e all’alba si ritrovò con meno gente intorno. Diverse testimonianze parlano di squali.

Sei persone morirono dopo essere state tratte in salvo, quattro a bordo del Mosella e due sul Rosetti. Furono sepolte in mare. Sul Mosella la sepoltura avvenne alle nove del mattino del 26.

Chi raccolse chi, secondo il conto di O Malho (5.11.1927)
NaveRaccoltiSbarcati a
Alhena olandese530Rio de Janeiro, Ilha das Flores
Formosa francese380Rio de Janeiro
Mosella francese32Salvador
Rosetti27Recife
Totale969+ 312 morti = 1.281

È l’unico conto del 1927 che torna. Eppure lascia fuori l’Empire Star, che raccolse anch’esso dei sopravvissuti.

Ottobre 1927 – marzo 1928

La colpa cambiò bersaglio, e scese sempre più in basso.

I sopravvissuti italiani ricevettero l’ordine di non criticare la nave e di non dire nulla che danneggiasse l’immagine dell’Italia. Il naufragio avvenne nella settimana del quinto anniversario della Marcia su Roma. A Rio l’ambasciatore italiano fermò la stampa sulla scaletta dell’Alhena; a San Paolo i cronisti trovarono ostacoli alla Hospedaria.

Si disse che il comandante Gulì fosse morto gridando Viva l’Italia. Nessun sopravvissuto fu testimone della frase: gliela attribuì la stampa. Da una scialuppa della nave francese qualcuno lo vide con il berretto in mano, mentre dava tre fischi.

L’inchiesta italiana, conclusa il 31 gennaio 1928, stabilì che le lance erano in ottimo stato, diede la colpa al direttore di macchina e ai passeggeri che non sapevano usare il salvagente, e definì cuochi e inservienti un ostacolo al salvataggio. E dichiarò di non potersi pronunciare sulla responsabilità degli armatori.

  1. 1
    una mina della Grande Guerrasecondo la compagnia, a Buenos Aires
  2. 2
    la terza classe, che sarebbe salita in primasecondo un giornale di Recife
  3. 3
    «l’elemento siriano»secondo un italiano sentito dalla stampa
  4. 4
    i passeggerisecondo l’ambasciatore d’Italia a Rio
  5. 5
    l’equipaggiosecondo il giornale La Prensa di Buenos Aires
  6. 6
    «trecento passeggeri marocchini»secondo naufraghi sentiti a Roma
  7. 7
    nessunosecondo l’inchiesta ufficiale, nel 1928
I conti che non tornano

Quanti erano, quanti morirono

Non esiste un elenco ufficiale dei morti. La lista d’imbarco di Genova non è stata trovata. Ogni conteggio, del 1927 e di oggi, dà un numero diverso, e la differenza fa parte della storia: le cifre che uscivano dall’Italia partirono basse e salirono, quelle dall’estero partirono alte e scesero, e le due si incontrarono a metà senza che nessuno avesse contato un solo corpo.

FonteA bordoMorti
Targa del Galata Museo del Mare, Genova (2012)1.259 a bordo314 morti
Ricerca di Campodonico (2014), citata da Ineichen1.255 a bordo324 morti
O Malho, Rio de Janeiro, 5.11.19271.281 a bordo312 morti
Diário da Manhã, Recife, 27.10.19271.208 a bordo«appena 68» dispersi
Corriere della Sera, 28.10.1927—34 morti
Il comandante del Mosella, all’arrivo—circa 600 morti

Per classe

Secondo il conteggio riportato dallo storico Stefan Ineichen, morirono undici membri dell’equipaggio su cento, ventotto passeggeri di terza classe su cento, quarantotto di prima e sessantuno di seconda. Altri due conteggi danno per la prima classe circa il cinquantacinque per cento, e per la seconda circa il trentanove.

In tutti, la terza classe fu quella con meno morti tra i passeggeri — il contrario del Titanic. Non per merito di qualcuno: l’acqua entrò da poppa, dove si trovava la seconda classe, e la notte si decise in acqua, non sulle scialuppe.

Dove andavano

Secondo la lista di bordo pubblicata a Recife due giorni dopo, dei passeggeri di terza classe nove sbarcavano a Rio, cinquantanove a Santos e settecentocinquantanove proseguivano per Buenos Aires. La maggior parte era italiana; l’ambasciata contò anche centodiciotto siriani, cinquanta spagnoli e trentotto iugoslavi.

5 gennaio 1929
«Chi si azzardasse oggi a parlare del naufragio del Principessa Mafalda (…) È un argomento che è naufragato per sempre.»

Diario Nacional, San Paolo, quattordici mesi dopo

Nel 2012, per l’85º anniversario, una targa al Galata Museo del Mare di Genova ha ricordato i morti e ha scritto ciò che l’Italia ha taciuto per decenni: che il disastro rimase a lungo nascosto dalle responsabilità del regime fascista e della compagnia armatrice.

Domande frequenti

Il naufragio in poche parole

Quando e dove affondò il Principessa Mafalda?

Nella notte del 25 ottobre 1927, un martedì, nell’Oceano Atlantico davanti alla costa di Bahia, a nord-est dell’arcipelago degli Abrolhos. La nave faceva la linea Genova–Buenos Aires, con scali previsti a Rio de Janeiro e a Santos.

Quante persone morirono nel naufragio del Principessa Mafalda?

Il numero dichiarato dalla compagnia, e inciso sulla targa del Galata Museo del Mare di Genova, è 314. Altri conteggi danno tra 312 e 324. Nei primi giorni i giornali parlarono di un numero di morti compreso tra 34 e circa 600. Non esiste un elenco ufficiale delle vittime; l’elenco che circola tra i discendenti contiene 311 nomi.

Quante persone erano a bordo?

1.259, secondo la targa di Genova: 971 passeggeri e 288 membri dell’equipaggio. Un altro conteggio dà 1.255. La maggior parte viaggiava in terza classe, come emigrante.

Perché affondò il Principessa Mafalda?

Verso le 17:15 del 25 ottobre l’asse dell’elica di sinistra si spezzò e si sfilò, aprendo la poppa all’acqua. La nave aveva diciannove anni e aveva già avuto una serie di guasti nello stesso viaggio. L’inchiesta italiana del 1928 attribuì la colpa al direttore di macchina e non si pronunciò sulla responsabilità della compagnia.

Quali navi salvarono i sopravvissuti?

Soprattutto il mercantile olandese Alhena, che raccolse circa 530 persone e le sbarcò a Rio de Janeiro, e il francese Formosa, con circa 380. Anche il francese Mosella, il Rosetti e l’Empire Star raccolsero sopravvissuti.

Dove andavano i passeggeri?

Per lo più a Buenos Aires. Secondo la lista di bordo pubblicata a Recife due giorni dopo, dei passeggeri di terza classe nove sbarcavano a Rio de Janeiro, cinquantanove a Santos e settecentocinquantanove proseguivano per l’Argentina. C’erano italiani, siriani, spagnoli, iugoslavi e altri.

Che cosa accadde al comandante?

Il comandante Simone Gulì rimase a bordo e morì nel naufragio. La frase «Viva l’Italia», che la stampa gli attribuì, non fu udita da nessun sopravvissuto.

Dove trovare i nomi delle vittime?

In questa pagina, nella sezione In memoria, con la ricerca per nome. L’elenco è una raccolta che circola tra i discendenti, senza un’origine ufficiale nota, e riproduce le grafie così come furono trascritte.

In memoria

Quelli che non arrivarono

Questo elenco contiene 310 nomi. Circola da decenni tra i discendenti, in raccolte che si copiano l’una dall’altra, e nessuna dice da dove provenga: non è un documento d’archivio né un elenco ufficiale. È ciò che è rimasto. I nomi sono come furono trascritti, con le grafie e le età di chi li annotò per primo — in questa storia un nome non è quasi mai stato scritto due volte allo stesso modo. Un nome è stato tolto: Maiotta, Enrico, un neonato di pochi mesi, è Enrico Miotto, che si salvò e compare nello stesso elenco tra i sopravvissuti.

205 di questi 310 viaggiavano in terza classe.

Equipaggio 37

  • Ambrosio, Giovanni
  • Antonini, Luis
  • Azzeta, Daniel
  • Baldrachi, Luis
  • Balsamo, Aniello
  • Bonanno, Salvador
  • Buenaventura, Gennaro
  • Calamatti, Hugo
  • Calessi, Antonio
  • Castrucci, Luciano
  • Colla, Josefina
  • Delvigo, Giuseppe
  • Dimichini, Ubaldo
  • Elcarti, Francesco
  • Falcidione, Carlo
  • Figarelli, Camilo (Ship doctor)
  • Gardifiglia, Benito
  • Gioffi, Giuseppe
  • Guli, Simon (Captain)
  • Home, Ana
  • Luzzatti, Silvio
  • Macchio, Camilo
  • Montaiutti, Giovanni
  • Moresco, Francesco (OE)
  • Neabona, Vicente
  • Pezzearonna, Pietro
  • Puppo, Natalio
  • Relicatti, Juan
  • Reschia, Francisco
  • Scarabichi, Silvio (First Engineer)
  • Spalazi, Armando
  • Tochia, Juan
  • Tonnati, Enrico
  • Toppi, Francesco
  • Triano, Juan
  • Ubiamo, Guiseppe
  • Ussi, Alessandro

Prima classe 32

  • Barboza, Leonor
  • Berand, Jorge
  • Bucherer-Heeb, Minnie (29) Swiss
  • Cherubini, Vincenzo (58) Argentine
  • Collentini, Velia (23) Italian
  • Daneri, Antonio (29) Italian
  • Diaz, Antonio (60) Argentine
  • Diaz, Flora (23) Argentine
  • Fernandez, Juan
  • Fontana, Eduardo (44) Uruguayan
  • Galtiero, Edward (47) American
  • Garovaglio, Francisco (70) Argentine
  • Hidalgo, Maria (uk) Spanish
  • Kappus, Ricardo (30) German
  • Mayol, Luis (uk) Spanish
  • Mazucchelli, Carlos (52) Italian
  • Mazucchelli, Maria (45) Italian
  • Mazucchelli, Rosa (26) Argentine
  • Meyer Barboza, Celina (26) Italian
  • Meyer Barboza, Jose (22) Italian
  • Micheli, Amilcare (50) Italian
  • Millan, Amalie (34) Argentine
  • Novillo de Quiroga, Evangelina (30) Argentine
  • Parma, Jose (43) Argentine
  • Polacco, Giorgio (24) Italian
  • Re, Antonio (uk)
  • Rodriguez Da Cunha, Vindilina (uk) Brazilian
  • Rodriguez Da Cunha, Virgilio (uk) Brazilian
  • Silverstein de Diaz, Marta (53) Argentine
  • Suore, Filippo
  • Suore, Luigi
  • von Luchen, Fritz (29) German

Seconda classe 36

  • Alfonsin, Jose (Spanish)
  • Alfonsin, Juan (Spanish)
  • Alviza, Guglielmo
  • Anfossi, Angel (11) Italian
  • Anfossi, Antonio (55) Italian
  • Bernardi, Anacleto (21) Argentine
  • Bersia, Jose (40) Italian
  • Colombatto, Cesar (64) Italian
  • Colombo, Carlos (17)
  • Colombo, Jose (33)
  • Crolio Vigna, Luciano
  • Crosio, Ottavia (Lovato?) (40)
  • Ebrico, Emilio (32)
  • Floridi, Domingo (39)
  • Galetti, Francisco (3)
  • Galetto, Maria
  • Grandjean, Edmond Leon (19) Swiss
  • Habib, Filipo (20) Italian
  • Manzini (?), Eugenia
  • Moino, Emilia
  • Murguia, Jose (65) Italian
  • Piccione, Vicente (35)
  • Pinelli, Enrique (60) Italian
  • Quatraroro, Emma (48) Italian
  • Rostagno, Giovanni (68) Italian
  • Schneider, Eugenio (26) German
  • Selio, Alicia (uk) Italian
  • Seppia, Secondina
  • Soncini, Ana (23) Argentine
  • Soncini, Angelita (27) Argentine
  • Soncini, Carlos (21) Argentine
  • Soncini, Enrique (57) Italian
  • Soncini, Ines (30) Argentine
  • Souza Ramos, Sebastian (37) Brazilian
  • Valiano Mastrocinque, Gennaro (35)
  • Wilhelm, Aloisa (25) Austrian

Terza classe 205

  • Andorno, Silmo (22)
  • Antici, Juan (26)
  • Araguay, Juan (Span)
  • Astolfi, Amalia (49)
  • Baldessi, Leonida (65)
  • Baldessi, Lorenzo (59)
  • Bansola, Angel (42)
  • Barban, Maria (27)
  • Barbaresco, Hugo (23)
  • Bartolini, Antonio (37)
  • Bebic, Petara (22) Yugo
  • Beccerica, Maria (5)
  • Beccerica, Pascualina Carradori de (30)
  • Beccerica, Primo (1)
  • Berardo, Chiaferedo (24)
  • Bercovic, Rade (36) Yugo
  • Bermini, Maria (17)
  • Bevilacqua, Teodosia (53)
  • Bini, Amadeo (61)
  • Bonci, Humberto (44)
  • Bonci, Maria (41)
  • Bonci, Santo (70)
  • Borean, Olivo (47)
  • Borello, Pablo (46)
  • Botto, Vicente (27)
  • Bozin, Kristic (24) Yugo
  • Calcagno, Jose (54)
  • Campani, Manfredi (33)
  • Capitanio, Pietro (17)
  • Cappella, Angel (45)
  • Castagnera, Camilo (27)
  • Cecuso, Domingo (44)
  • Cellin, Angel (38)
  • Chiesa, Primo (16)
  • Chivilo, Alejandro (52)
  • Cobo, Estanislao (Span)
  • Colonna, Luis (19)
  • Colonna, Rafael (32)
  • Cometto, Cristobal (42)
  • Concoreggio, Ulderico (26)
  • Conti, Benjamin (26)
  • Corbo, Reporata (24)
  • Cortelli, Antonio (30)
  • Cristoferi, Antonio (19)
  • D'amico, Domenico (33)
  • Dantonio, Primiano (24)
  • De Battista, Francisco (45)
  • De Bon, Evaristo (22)
  • De Luca, Leonardo (22)
  • De Rossi, Adamo (60)
  • Di Lauro, Vincente (59)
  • Di Stefano, Pascual (51)
  • Diana, Juan (39)
  • DiCroce, Florideo (62)
  • Dinatale, Sabatino (23)
  • Disaverio, Juan (30)
  • DiVietri, Rafael (25)
  • Dotta, Carlos (49)
  • Evangelista, Nicolas (25)
  • Evangelista, Vito (15)
  • Falconi, Francisco (31)
  • Fallace, Antonio (17)
  • Fantino, Dalmazzo (29)
  • Farina, Jose (53)
  • Fassio, Maria (14)
  • Fassio, Maria (36)
  • Fiorucci, Julio (35)
  • Forgione, Antonio (uk)
  • Forgione, Rafael (52)
  • Frisi, Ernesto (17)
  • Fronti, Pedro (45)
  • Gambi, Bartolomeo (18)
  • Garba, Eugenio (33)
  • Garello, Guido (33)
  • Garrone, Gianbattista (44)
  • Gastaldi, Jose (17)
  • Gastaldi, Pedro (20) Arg
  • Genero, Guiseppina (26)
  • Genero, Maria (5)
  • Giordano, Celestino (23)
  • Giraud, Jose (36)
  • Giulio, Giacomo (27)
  • Gognini, Giobatta (32)
  • Gratta, Fortunato (uk)
  • Grilli, Mario (18)
  • Groppi, Teresa (19)
  • Guaglia, Antonio (23)
  • Guarnero, Giacomo (46)
  • Guggi, Pedro (26)
  • Josipovits, Stejan (24) Yugo
  • Jut, Pio (17)
  • La Rocca, Salvador (43)
  • Lanzi, Ester (9)
  • Lanzi, Ida (13)
  • Lanzi, Maria (11)
  • Lanzi, Serafin (55)
  • LeFosse, Maria (53)
  • Leonardi, Domenico (uk)
  • Lini, Mansueto (26)
  • Lipo, Miguel (17)
  • Lucchini, Fernando (19)
  • Lupo, Francisco (17)
  • Madrini, Silvio (22)
  • Marchetti, Julio (41)
  • Marchetti, Pascual (44)
  • Marengo, Carlo (25)
  • Margaria, Angela Lambert de (25)
  • Margaria, Chiafredo (36)
  • Margaria, Claudina (1)
  • Margaria, Giuseppe (5)
  • Margaria, Orestes (3)
  • Marra, Jacinto (55) Uru
  • Martelli, Camilo (22)
  • Martignoni, Carlos (39)
  • Martinoli, Estefano (36)
  • Meyerhofer, Robert (34) Swiss
  • Mezzabotta, Nazareno (23)
  • Miana, Juan (36)
  • Milanesi, Bartolome (26)
  • Milanesi, Biagio (26)
  • Munaretti, Guiditta (27)
  • Muñoz, Ismael (Span)
  • Nan, Jose (36)
  • Natale, Donato (18)
  • Naviga, Jose (36)
  • Nounovits, Stevan (31) Yugo
  • Olivier, Juan (45)
  • Ottovani, Juan (22)
  • Pagotto, Antonio (25)
  • Panavia, Battista (25)
  • Panetti, Juan (38)
  • Pasoti, Luis (59)
  • Pasqualini, Angela (30)
  • Pasqualini, Anibal (44)
  • Pasquarco, Zenon (27)
  • Pasucci, Juan (21)
  • Peiro, Manuel (Span)
  • Peiro, Ramon (Span)
  • Peric, Ivan (24) Yugo
  • Perrotti, Pierino (29)
  • Piazza, Amadeo (15) (Gervasio?)
  • Piazza, Juan (26) (Gervasio?)
  • Pignataro, Jose (uk)
  • Pizzol, Angel (28)
  • Pizzol, Luis (35)
  • Polo Rivera, Emilio (jnr) (Span)
  • Polo Rivera, Emilio (Span)
  • Polo Rivera, Evelina Miguel de (Span)
  • Polo Rivera, Presentacion (Span)
  • Redello Chionze, Carolina (8)
  • Redello Chionze, Josefa (35)
  • Regozzi, Jose (2)
  • Rochetti, Marina (17)
  • Rodoreda Cabot, Antonio (Span)
  • Rossadivita, Teresina (21)
  • Roveda, Jose (43)
  • Rudino, Juan (36)
  • Ruteri, Florindo (32)
  • Ruteri, Natalino (37)
  • Rutili, Adelina (23)
  • Salari, Domingo (32)
  • Sarco, Gennaro (39)
  • Sartumeu, Juan (Span)
  • Sava, Carlos (22)
  • Savietto, Hector (26)
  • Sbrolla, Armando (18)
  • Sbruzzolin, Nazareno (21)
  • Schiavi, Carlos (17)
  • Schiavi, Cesar (41)
  • Sicca, Agostino (23)
  • Sigotto, Hermenegildo
  • Sinopoli, Antonio (42)
  • Socca, Francesco (40)
  • Soferino, Humberto (31)
  • Spigno, Giobatta (20)
  • Stefani, Filomena (36)
  • Stefani, Linda (mths)
  • Struffaldi, Zito (43) It
  • Tabo, Carlota (62)
  • Tacchini, Felix (37)
  • Tappani, Alberto (22)
  • Tarcuinino, Marcelino (32)
  • Tartaglia, Epifanio (52)
  • Tofarelli, Violentina (22)
  • Tolombero, Battista (26)
  • Tondolo, Amelia (22)
  • Turfaro, Nicodemo (43)
  • Turrini, Pablo (48)
  • Tussi, Assunta (23)
  • Tussi, Gaspar (mths)
  • Vallerini, Juan (52)
  • Verdura, Maria (52)
  • Vettare, Emilia (54)
  • Villa, Magdalena (22) (Oddone?)
  • Villardell, Pedro (SPan)
  • Villosio, Bartolomeo (42)
  • Vincelli, Jose (28)
  • Vlasic, Franjo (36) Yugo
  • Wasa, Roknik (49) Yugo
  • Zardini, Pedro (33)
  • Zeni, Domenico
  • Zerias, Juan (17)
  • Zori, Dino (12)
  • Zori, Eugenio (42)
  • Zulema, Maria (19)

Se il nome di qualcuno della tua famiglia è qui, o dovrebbe esserci, raccontaci la storia. Per cercare anche tra i sopravvissuti e l’equipaggio, usa la ricerca dei passeggeri.

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Come lo sappiamo

Questa pagina mette insieme giornali del 1927 consultati nella Hemeroteca Digital della Biblioteca Nacional (Diário da Manhã, Recife; Diario Nacional, San Paolo; A Tribuna, Santos; O Malho, Rio de Janeiro); il rapporto del comandante dell’Alhena; venti testimonianze di sopravvissuti raccolte da un sito di ricerca sul naufragio, che non indica giornale, data e pagina di ciascuna; la lettera di Georges Grenade; il libro Il Principessa Mafalda di Stefan Ineichen (2023); e la targa del Galata Museo del Mare. Dove le fonti divergono, la pagina lo dice.

I giornali del 1927 nella galleria