Quasi ogni settimana qualcuno mi scrive la stessa frase: “la mia bisnonna raccontava sempre di essere arrivata col Principessa Mafalda”. Ho cominciato anch’io così. La mia bisnonna, Rosa Forner, era a bordo con un figlio di un anno, e sua sorella, Maria Luigia, con quattro bambini. Mi ci sono voluti anni per dimostrarlo sulla carta. Questo testo è la scorciatoia che io non ho avuto.
Prima, quello che non esiste
Il Principessa Mafalda partì da Genova l’11 ottobre 1927 e affondò il 25 ottobre al largo delle isole Abrolhos, sulla costa meridionale dello stato di Bahia, in Brasile. La lista d’imbarco di Genova di quel viaggio non è stata ritrovata — né da me né dalle ricerche che conosco. Se esiste ancora, è in qualche archivio italiano o in ciò che resta delle carte della compagnia, la Navigazione Generale Italiana.
Non esiste nemmeno un elenco ufficiale dei morti. La cifra più citata, 314, è quella della compagnia; altri conteggi danno 324. I nomi non sono mai stati pubblicati da nessun governo.
La ricerca quindi si fa dall’altro lato: da dove sbarcarono i sopravvissuti.
Rio de Janeiro: le liste passeggeri dell’Arquivo Nacional
La maggior parte dei naufraghi arrivò a Rio, a bordo del cargo olandese Alhena e del piroscafo francese Formosa. Gli emigranti furono portati all’ostello degli immigrati dell’Ilha das Flores, e lì il servizio d’immigrazione compilò delle liste.
Sono all’Arquivo Nacional brasiliano, nel fondo della polizia marittima, serie Relações de Passageiros em Vapores — Porto do Rio de Janeiro, consultabile nel sistema SIAN. Quella della mia famiglia è la lista dell’Alhena del 28 ottobre 1927, segnatura BR.AN.RIO.OL.0.RPV.PRJ.22463: cinquanta emigranti di terza classe, e alla voce provenienza, invece di un porto, la parola Náufragos, naufraghi. Riporta nome, età, stato civile, professione, se sapeva leggere e la destinazione di ciascuno.
Due consigli che mi sono costati mesi:
- Le donne italiane compaiono col cognome da nubile. La mia bisnonna è registrata come Forner, non col cognome del marito.
- I nomi furono scritti a orecchio. Una bambina battezzata Gina compare come Ginneta. Cercate le varianti.
San Paolo: il registro del Museu da Imigração
Chi andava nello stato di San Paolo proseguì dall’Ilha das Flores all’ostello degli immigrati del Brás. Un gruppo di quarantatré naufraghi vi arrivò il 31 ottobre 1927, in treno.
Il Museu da Imigração do Estado de São Paulo ha il registro delle matricole dell’ostello digitalizzato e consultabile sul proprio sito. La pagina di questi naufraghi è la 290 del Libro 100, e nella colonna del piroscafo l’impiegato annotò P. Mafalda.
Cercando il nome della nave quella pagina non esce. Cercate per cognome, nelle varianti possibili, e controllate la data d’ingresso: 31 ottobre e 1° novembre 1927.
Le liste più vecchie della nave, a Santos
L’Arquivo Público do Estado de São Paulo e il Museu da Imigração hanno digitalizzato le liste d’arrivo del Principessa Mafalda a Santos — ma si fermano all’inizio del 1924. Per il viaggio del 1927 non servono. Servono molto, invece, se il vostro antenato arrivò con la stessa nave in un viaggio precedente: alcuni fogli della terza classe annotano persino quanti bauli portava ciascuno e quanto denaro dichiarava.
Recife, Salvador e Buenos Aires
Non tutti andarono a Rio. Il cargo inglese Rossetti sbarcò ventisette persone a Recife, e il Diário da Manhã di quella città ne pubblicò la lista con i nomi il 29 ottobre 1927. Il francese Mosella portò membri dell’equipaggio a Salvador. E la maggior parte dei passeggeri, diretta al Río de la Plata, proseguì da Rio per Buenos Aires sul piroscafo Duca degli Abruzzi, il 1° novembre. Per chi andò in Argentina, la strada è il motore di ricerca passeggeri del CEMLA, il Centro de Estudios Migratorios Latinoamericanos.
La stampa del 1927
La Hemeroteca Digital della Biblioteca Nacional brasiliana conserva i giornali di quelle settimane, e diversi pubblicarono elenchi di salvati. Il Diario Nacional di San Paolo pubblicò il 29 ottobre la lista dei naufraghi dell’Alhena fornita dalla compagnia stessa — e lì le donne compaiono col cognome del marito, al contrario delle liste ufficiali. Cercate con tutti e due.
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Elenchi raccolti in rete
Ci sono due raccolte utili per cominciare, che non dicono da dove hanno preso i dati:
- il blog listadodepasajeros.blogspot.com, curato in Spagna dal pronipote di un passeggero, con un elenco nominativo di 1.187 persone divise per classe, sopravvissuti e vittime. Le sette persone della mia famiglia ci sono, nella classe giusta;
- il sito mafaldasinking (Google Sites), con testimonianze di sopravvissuti, il registro dei messaggi radio di quel pomeriggio e pagine dedicate alle famiglie.
Usatele come traccia e verificate sul documento.
L’elenco dei 1.187 è diventato un motore di ricerca su questo sito: cercate per nome o cognome. Trova anche le grafie simili e i nomi scritti in spagnolo e, se trovate qualcuno, potete raccontare lì stesso la storia della famiglia.
E Ellis Island?
Per questo viaggio non serve. Il Principessa Mafalda faceva la linea del Sud America — Genova, Barcellona, Brasile, Montevideo, Buenos Aires — e non andò mai a New York.
Se trovate qualcuno
Scrivetemi. Ogni famiglia che riemerge toglie un nome al silenzio, e le carte di una aiutano a leggere quelle dell’altra. È così, incrociando due alberi genealogici, che ho ritrovato cugini che non sapevo di avere. Sulla nave e sulla notte del naufragio c’è la pagina P. Mafalda; sulla ricerca dalla parte italiana, Come cercare gli antenati in provincia di Treviso.
Questo testo fa parte della ricerca per il libro Terceira Classe (Terza classe), sull’emigrazione italiana in Brasile e sul naufragio del Principessa Mafalda nel 1927. Se un vostro antenato era a bordo, scrivetemi.